Documentari provincia di Latina

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ROCCAGORGA un'eco nel mondo

Roccagorga è anche altrove… E l’immagine della valigia di cuoio stretta da due vecchie e logore cinghie, ben rende l’idea di una comunità in movimento che tuttavia sente forte, essendone fiera, il senso di appartenenza a questa terra. Paradossalmente è stato proprio quel vistoso fenomeno sociale che agli inizi del 1900 ha svuotato il paese di tante forze giovani, a rappresentare il collante culturale di gente che pur spinta alla ricerca di migliori condizioni di vita ha lottato e lotta per tenere unite le radici, consapevole del suo “ricco” vissuto fatto di ideali, valori, usi e tradizioni. Fondata secondo la tradizionale dalla matrona romana Gorga nel 796 d.C., Roccagorga ha vissuto una lunga serie di passaggi feudali: dai Conti di Ceccano, agli Annibaldi, ai Caetani di Sermoneta, ai Ginnetti di Velletri, agli Orsini, ai Doria-Pamphili. Fra le emergenze architettoniche di maggior rilievo, il Palazzo baronale e la Chiesa dei Santi Leonardo ed Erasmo che si fronteggiano in una quinta di grande impatto scenico su quella Piazza 6 gennaio che fu teatro, nel 1913, di episodi che fanno parte della Storia d’Italia e che identificano, ancora oggi, l’essere rocchiggiano, lo spirito sociale e battagliero di queste donne e di questi uomini. Da visitare, l’Etnomuseo dei Monti Lepini che attraverso “molti racconti…” penetra e descrive “una comunità”. Terra di “miracoli” (quello dell’acqua attribuito a sant’Erasmo e quello delle Rose ad opera di Suor Claudia da Anagni), Roccagorga, che si fregia del titolo di città d’arte, mantiene intatte antiche tradizioni e vecchi mestieri che ne arricchiscono il patrimonio culturale rappresentando elementi di grande attrattività turistica.


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NORMA il balcone dei Lepini

Norma sorge su un alto sperone di roccia, detto “la Rave”, che s’affaccia a strapiombo sulla piana pontina, offrendo una visione da brivido sul borgo medievale di Ninfa rispetto al quale si trova in linea perpendicolare. Il paese è il risultato di un insediamento nato dopo la distruzione dell’antica Norba, la città di pietra vittima della guerra fra Mario e Silla. La Norma moderna sorge poco distante dall’Acropoli, oggi meta di visitatori ed appassionati provenienti da tutto il mondo. Una storia antica ed affascinante, che s’interseca con quella un po’ magica e surreale che è scritta nel firmamento. Norma è il nome di un asteroide posto fra le orbite di Marte e Giove. E il Regolo (in latino, appunto, Norma) è una piccola costellazione dell'emisfero meridionale, nella Via Lattea, ad immagine del compasso, che appare anche sullo stemma del Comune, insieme alla nudità della sacerdotessa druida: circostanza che ha alimentato, nel tempo, ulteriori suggestive storie attorno alla città. Dal Palazzo Baronale alla Collegiata della SS.ma Annunziata (sulla cui navata destra si trova anche la Cappella della Madonna del Rifugio, dichiarato Santuario Mariano nel 1967), a S. Angelo del Mirteto (la suggestiva Chiesa costruita in una grotta carsica situata sul fianco occidentale del monte su cui si erge il paese e che è accessibile solo attraverso un sentiero che parte dalla strada e costeggia l’Oasi di Ninfa), il documentario propone un itinerario suggestivo nella capitale del parapendio, fra caratteristiche case in pietra arroccate e aggrovigliate, supportici, vicoli e irte scalinate, che custodiscono gelosamente antiche tradizioni, vecchi mestieri ed inimitabili sapori.


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MAENZA Sentinella Pontina

Accoccolata su una morbida collina, “come la corona sopra il capo di una regina”, Maenza collega la provincia di Latina a quelle di Roma e Frosinone, con le quali confina a nord attraverso Carpineto e a sud con Supino. Praticamente inalterata la sua impostazione originaria con il Castello che identifica il centro storico e denuncia la funzione difensiva del paese testimoniata anche dalle strade strette, ripide, custodite da porte coperte da passaggi e ricche di curve, che venivano utilizzate come vie di fuga o per essere chiuse in caso di invasione. La leggenda ne fa risalire il nome a Mezenzio, re etrusco di Caere Vetus, l’attuale Cerveteri, citato nell’Eneide. Di certo, Maenza lega il suo nome ai Conti di Ceccano che a lungo la dominarono e ai quali si deve la costruzione dello splendido Palazzo Baronale, nella cui storia si inserisce anche una significativa pagina della vita di San Tommaso d’Aquino che qui soggiornò nel febbraio 1274 e qui, secondo il verbale del processo di canonizzazione, compì anche il primo miracolo. Circondata da scenari stupendi, stagliata su un vasto fondale di monti e ricca di terrazze panoramiche che consentono allo sguardo di spingersi fino a Ponza, Zannone e Palmarola, Maenza custodisce straordinarie tradizioni popolari. La più importante fra queste è la Sacra rappresentazione della Passione di Cristo che si svolge la notte del Venerdì Santo e che vede impegnati oltre trecento maentini nella magistrale interpretazione del dramma inscenato per la prima volta nel 1970 dall’indimenticato Padre Fastella.


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SERMONETA Culla dei Caetani

Storia e leggenda sono la culla in cui affondano le radici di Sermoneta, incastonata nella catena dei Lepini, in posizione dominante rispetto alla pianura pontina. Le origini del paese si perdono nel tempo. Le sue fortune e l’austera e sognante bellezza sono legate all’epopea dei Caetani, insediatisi in queste terre per volontà e con i mezzi finanziari del loro membro più insigne, papa Bonifacio VIII, che ne acquistò il feudo dagli Annibaldi. E’ un autentico monumento a cielo aperto, uno scrigno inimitabile di arte, cultura, tradizioni. Dal suggestivo percorso museale delle mura urbane al centro storico, dalla Loggia dei Mercanti al Castello Caetani, dalla Chiesa collegiata di Santa Maria all’Abbazia di Valvisciolo…non c’è angolo di Sermoneta che non trasudi storia. Oggi il paese conta 8.194 abitanti (al 3 luglio 2008). Il Comune è insignito della Bandiera Arancione, il marchio di qualità che il Touring Club Italiano riserva alle piccole località dell'entroterra che si distinguono in quanto ad offerta turistico- ambientale. Ricchissimo è il cartellone degli eventi annuali. Tra i più caratteristici la festa della polenta, il festival pontino di musica e la rievocazione storica della battaglia di Lepanto.


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CISTERNA DI LATINA La città dei butteri

Con l'apertura della via Appia nacque il fiorente abitato di Tres Tabernae sorto intorno a tre botteghe (tabernae) nelle quali trovarono ristoro e cambio di cavalli gli stanchi viaggiatori della regina Viarum. Tra questi anche Cicerone, che la cita in tre lettere inviate as Attico (II, 10, 12, 13), e San Paolo che qui incontro i primi cristiani romani durante il viaggio da Tarso a Roma (Atti degli Apostoli XXVIII, 15). Antichissime, dunque, le origini di Cisterna. Feudo dei Caetani (fu il duca Bonifacio a costruire il palazzo Caetani nel 1560 intorno alla rocca dei Frangipane) e patria dei butteri (celebrea è la vittoria di Augusto Imperiali su Buffalo Bill - 8 marzo 1890), Cisterna è stata negli anni 20 il centro organizzativo della grande bonifica della pianura pontina. All'interno dei suoi confini territoriali, un autentico gioiello: Ninfa, considerato il più bel giardino d'Europa, con piante provenienti da tutto il mondo ai cui piedi scorrono ruscelletti e cascatelle originati da limpidissime fonti che danno vita al fiume Ninfa ed un'oasi avifaunistica con circa 150 specie di uccelli. Oggi Cisterna conta 33.991 abitanti (al 31-12-2007). Conserva l'originaria vocazione agricola e vanta importanti primati: tra questi, su tutti, quelli riguardanti il vino, l'olio, ed i kiwi.